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Diano Marina e dintorni.
Borghi Medioevali da visitare a pochi minuti dalla spiaggia.
Dalle pendici del capo Berta lo sguardo spazia sull'ampio golfo dianese, con alle spalle un'ambiente naturale ancora ricco e rigoglioso. Le testimonianze del passato si intravedono qua e là, tutte strettamente legate alle millenarie vicende storiche che hanno caratterizzato questo territorio baciato dal sole.
Restringendo il campo di osservazione sull'area più occidentale, notiamo la regolare distribuzione urbanistica ottocentesca di Diano Marina, sulla quale emerge la chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate eretta nel 1862 con forme neoclassiche. L'interno a tre navate con colonne ospita altari barocchi e tele di scuola ligure, tra cui un Martirio di San Giuseppe del pittore genovese Luca Cambiaso (1525-1585).
Nei pressi del porticciolo rimane invece l'antico oratorio dell'Annunziata, invertito nell'orientamento e rifatto nella facciata subito dopo il 1887, in cui si conservano lacerti di affreschi quattrocenteschi attribuiti ai fratelli Biasacci da Busca.
Non meno ricche di storia e suggestioni sono le frazioni di Calderina, Serreta e Gorleri che hanno nelle loro chiese pregevoli esempi di architetture sacre, degne custodi di preziose opere d'arte.
Il cuore antico del dianese è però Diano Castello, sede dapprima dei signori Clavesana e poi (1199) della Communitas Diani, l'istituzione che unificò politicamente in un primo tempo tutti i paesi del golfo. Al borgo fanno degna cornice i resti delle mura e delle porte urbane medievali, che idealmente ancora racchiudono il palazzo dei Marchesi, la chiesa di San Giovanni Battista e quella dell'Assunta, e l'oratorio di Santa Croce, riplasmato in età barocca. Epoca a cui risale anche la grandiosa parrocchiale di San Nicolò di Bari.
Gemme preziose sono anche le chiese di Borello, Arentino ed Evigno, il paese posto a quota più elevata, ai piedi dell'omonimo Pizzo, un tempo silenziosa sentinella della valle con la sua torre di Scortegabecco.
In tutte si colgono aspetti rilevanti del passato storico-artistico: il Medioevo e il Barocco convivono nella chiesa di San Michele a Diano Borello, che possiede molte opere pittoriche, tra cui il Polittico di San Michele di Antonio Brea (1516); il Cinquecento invece è esaltato dalla possente cupola della chiesa di Santa Margherita a Diano Arentino, mentre un Barocco misurato e sobrio appare nella chiesa di San Bernardo Abate a Evigno, custode del Polittico di San Bernardo in trono e altri Santi (1552) di Raffaele Giulio De Rossi.
Presenze storiche e della tradizione non mancano neppure nel limitrofo fondovalle del torrente San Pietro, un tempo cosparso di frantoi ad acqua per la molitura delle olive. Roncagli, Borganzo e San Pietro, sede della chiesa matrice dell'intero dianese come suggerisce la sua antica denominazione, conservano opere sacre di una certa qualità; spicca sulle altre il Polittico della Madonna della Consolazione di Antonio Brea, databile al 1518, che si può ammirare nella chiesa della Natività di Maria a Borganzo.
Arch. Nadia Pazzini Paglieri
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